Andre Agassi. Una storia dal lieto fine

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Andre Agassi. Salite e discese nella carriera di un grande campione

La storia di oggi non appartiene ad un uomo di business, bensì ad uno sportivo, Andre Agassi. Trattasi di una delle più belle ed emozionanti vicende del tennis. E’ una storia fatta di salite e discese, di un alternarsi di momenti positivi e negativi. La vicenda umana è stata emozionante e toccante, ma c’è un lieto fine a conclusione di una fantastica carriera.

Andre Agassi e il padre

Il padre di Andre Agassi è l’iraniano Emanoul Aghassi. Era un ex pugile professionista, e partecipò nel 1948 alle olimpiadi di Londra, nel 1952 a quella di Helsinki, per poi trasferirsi negli Stati Uniti D’America. Emanoul cambiò il suo nome in Mike Agssi e sposò Elizabeth Dudley da cui ebbe 4 figli: Rita, Philly, Tami e Andre. Mike era ossessionato dall’idea di trasformare uno dei suoi figli in un campione di tennis, e ci riuscì solo con Andre.

Andre Agassi racconta i faticosi allenamenti cui il padre lo sottoponeva per farlo diventare un campione. Per fare un esempio aveva potenziato la macchina che lancia le palle, aumentandone di parecchio la velocità. Il campione racconta che in realtà il tennis ha rovinato il loro rapporto: “Quando dopo tre sconfitte nelle finali del Grande Slam ho vinto contro Goran Ivanisevic a Wimbledon e ho chiamato casa, papà mi ha detto: come hai potuto perdere il quarto set?”

A distanza di anni Andre Agassi cambierà idea sul padre arrivando, forse, a comprenderlo: ““Io mio padre sono arrivato a capirlo. È arrivato dall’Iran e a noi figli ha voluto regalare il sogno americano, lui non aveva mai potuto scegliere. Avevo sette anni quando mi disse che sarei diventato numero uno. Per lui contavano forza e disciplina, non il calore umano, né la fragilità”.

Andre Agassi e Nick Bollettieri

Andre Agassi ha avuto la fortuna di imparare il gioco del tennis dalla prestigiosa accademia tennistica di Nick Bollettieri. Il posto è molto serio e con regole rigide, non adatto ad un tipo ribelle come Andre che inizia subito a mostrare insofferenza.

Gli anni si susseguono a suon di “bravate” e atteggiamenti di sfida nei confronti di Nick Bollettieri. Dallo smalto alle unghie all’orecchino ben in vista, tutti gli atteggiamenti sono stati di infastidimento. Arrivare alla rottura è inevitabile, per cui si arriva a chiudere con Bollettieri. Andre Agassi, grazie all’aiuto del fratello inizia a giocare i veri tornei, quelli professionistici Atp.

Andre Agassi, un grande esordio

I primi anni di Andre Agassi sono coronati di grandi successi. Nel 1992 vince il torneo più importante del mondo, il Wimbledon. Nel 1994 vince gli Us Open, e nel 1995 l’Australian Open. Sono anni di gloria pura, ma in tutto questo lui non è famoso solo per le sue gesta sportive, si fa notare anche per il suo posto nelle copertine dei giornali scandalistici, e per le nottate di follia.

Andre Agassi la crisi

Il mondo dello spettacolo che travolge e un infortunio al polso portano giù dal podio Andre Agassi. Passa dall’essere il primo tennista al mondo nel 1995, al 141° posto nel 1997. Fu un precipitare continuo, causato forse anche dal matrimonio con Brooke Shields, che lo distoglie dalla vita professionistica. Arriva ad umiliarsi finendo a giocare i tornei challenger, che sono trofei minori per un campione del suo calibro. Tocca veramente il fondo.

Andre Agassi. La rinascita

Andre Agassi si butta il matrimonio alle spalle e riprende ad approcciare il tennis con il giusto spirito. Si disfa degli abiti sgargianti e dei capelli da cantante pop, e si presenta con una rasatura a zero. In campo tiene un atteggiamento pacato e sorridente, mostra se stesso come un uomo migliore.

Il cambiamento è dovuto principalmente ad una nuova relazione che inizia con Steffi Graf, donna che gli conferisce controllo ed equilibrio. I risultati non tardano, e nel 1999 vince il Roland Garros, trofeo che vince una sola volta nella sua carriera. A seguire ci saranno le vittorie nell’ Us Open, e Australian Open, datate 2000, 2001 e 2003.

Andre Agassi. La sua tecnica

Andre Agassi ha cambiato il modo di concepire il tennis, in virtù della sua caratteristica di essere attaccante di fondocampo. Aveva un grande senso dell’anticipo, riuscendo a colpire la pallina in fase d’ascesa.

Di seguito la spiegazione del suo modo di giocare scritta dal giornalista Rino Tommasi: “Agassi ha determinato una rivoluzione nella terminologia ma anche nel modo di interpretare il tennis. Prima di lui i giocatori si dividevano tra attaccanti e regolaristi. Gli attaccanti cercavano la rete e la conclusione al volo, i regolaristi stavano a fondo campo e aspettavano l’errore dell’avversario. Agassi ha inventato un nuovo tipo di giocatore, l’attaccante da fondo campo, sfruttando due grandi qualità, l’anticipo e la capacità di arrivare in equilibrio sulla palla. Riusciva in tal modo a trovare angoli che erano impossibili agli altri giocatori.”

Le polemiche su Andre Agassi

Come per tutti i campioni, anche per Andre Agassi arriva il momento di appendere la racchetta al chiodo. Pubblica la sua biografia “Open”dove mette completamente a nudo la sua vita e racconta tutta la sua storia.

Tra le varie ammissioni, quella più clamorosa è stata forse quella dell’uso di anfetamine, rigorosamente vietate dall’Atp. Come si poteva immaginare la notizia ha avuto molta risonanza e molti giocatori di ieri ed oggi si sono espressi sulla questione, alcuni anche in modo molto duro.

Togliendo tutto questo, Andre Agassi è stato uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. E’ stato amato dal pubblico di tutto il mondo, e ha una storia da raccontare. Una storia di salite e discese, ma che ha un lieto fine.

Perchè raccontare una storia di sport? Perchè è molto affine e fornisce lezioni a chi fa marketing. Per raggiungere un risultato occorrono motivazione, disciplina e costante allenamento. Ricorda qualcosa?