All you can eat. Nuova formula di marketing

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All you can eat. Un modo per combattere la crisi

Per molte attività nel settore ristorazione una novità che sta andando di moda al momento è la formula all you can eat. Può essere utilizzata come fattore di chiamo. Formula studiata oltreoceano, che da poco si è diffusa anche in Italia.

Trattasi di un menù a prezzo fisso che non ha un limite a ciò che si può mettere nel piatto. Può riguardare qualunque tipo di alimento che propone la ristorazione. Alcuni esempi… : giropasta a 10 euro; sushi a 11,90 pranzo e 19,90 a cena. Trattasi di alcuni esempi di pubblicità presente giornalmente nella cassetta delle lettere.

Si tratta di una formula valida, adottabile contro la crisi?

All you can eat. Conviene alle aziende

Non è tutto oro ciò che luccica! La formula si chiama appunto all you can eat, ovvero “tutto quello che riesci a mangiare“, che per quanto può essere tanto è sempre limitato. Si consideri anche che in statistica sono solo poche persone di un gruppo seduto ad un tavolo che mangia tanto, il resto si limita ad assaggiare nelle giuste quantità.

Proporre un menù all you can eat nasce essenzialmente per fare concorrenza alle trattorie, facendo leva sullo scontrino contenuto. Per rientrare con le spese occorre risparmiare sul personale e proporre un servizio al buffet. L’unica pecca è che i piatti tipici italiani poco si prestano a questo perchè sono piatti tipici da mangiare caldi, e quindi meno gustosi se freddi.

All you can eat. Occorrono campagne di marketing

La formula all you can eat può prevedere un guadagno qualora si riesca a risparmiare in modo significativo sul costo della materia prima. Una sala estesa che garantisce un pubblico numeroso porterà sicuramente un rientro delle spese. L’offerta deve essere, poi, accompagnata una seria promozione di marketing. Ovviamente occorre anche una analisi preventiva sul flusso dei clienti e dei loro gusti.

Se ne avete mai visto uno, fate caso che i ristoranti all you can eat hanno sempre un bar vicino alla cassa. Il cliente dopo aver mangiato, e soprattutto se ha mangiato abbondante, necessita di prendere almeno un amaro, la cui spesa non è compresa sul prezzo del menù fisso.

Se ci si pensa bene, la formula all you can eat è già stata provata in Italia. Si tratta del classico giropizza, ovvero di un all you can eat della pizza. Le pizze partono dalle più semplici, alle più complicate e salate. Il sale è un punto cardine di questo modo di proporre i menù. Spesso nel prezzo fisso non sono comprese le bevande. E’ risaputo che le attività gastronomiche guadagnano parecchio sulle bevande, per cui un pizzico di sale o spezie in più che spingono la sete è d’obbligo.

All you can eat. Formula valida per tutti i settori

Le proposte all you can eat non si fermano solo alle attività gastronomiche, ma vengono oggi adottate per tutti i settori. Si pensi alle tariffe flat per la telefonia; al servizio all inclusive per Mozy che offriva lo storage digitale ad un prezzo bloccato; ultima segnalazione la formula all you can play di Exent che propone giochi per Pc on demand, ha pubblicizzato la sua formula tutto incluso per giochi Android, con accesso illimitato a 75 giochi al mese a 3,75 euro.

Il mercato è cambiato? Forse si… Gli utenti hanno sempre più voglia di risparmiare e diversificare il consumo. La formula all you can eat in questo caso è l’ideale. Il mondo cambia e il marketing lo segue. Innovare vuol dire precedere, prevedere i cambiamenti e fare business. Questo differenza le aziende che innovano da quelle che copiano.